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TIME: il tempo che scorre ... sempre.

Riporto un video realizzato in CGAS (computer grafica audio sincronizzata) riguardante un'introspezione di cio' che facciamo, che siamo e che diventiamo in relazione al trascorrere del tempo che è sempre costante ed inesorabile. Ho scelto un brano dei Pink Floyd (appunto "TIME") del 1973 ed è stata eseguita

Buon Natale, Buon Anno a tutti

auguri-a-tuttiL' Ordine dei Medici Veterinari di Caserta augura un caloroso buon Natale e buon Anno 2014 a tutti Voi Colleghi e Visitatori di questo sito.

 

Rammentiamo che l'Ordine resterà chiuso

dal 24 Dicembre al 2 Gennaio 2014.

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Sollecito quota anno 2013

Si ricorda a quanti non hanno ancora provveduto che la quota di iscrizione anno 2013 è scaduta il 31 Ottobre u.s. Si rende necessario provvedere con urgenza al pagamento secondo le modalità indicate nella circolare allegata.

 

Circolare ruoli 2013

 

La tassa di iscrizione è il contributo dovuto per l'esercizio delle funzioni Ordinistiche definite per Legge ed è l'importo piu'basso tra gli Ordini della Regione Campania.

 

Il Presidente, Mario Campofreda

Concluso il Consiglio Nazionale

Durante il Consiglio Nazionale invernale, tenutosi a Roma dal 29 novembre al 01 dicembre, oltre alle sessioni formative aperte al personale amministrativo, sono state organizzate due giornate riservate ai Presidenti degli Ordini provinciali e finalizzate ad approfondire la riflessione
sulla professione del medico veterinario e sul suo futuro; in pratica è continuato il percorso iniziato durante il Consiglio Nazionale di Siracusa.

Anche l’Ordine di Caserta

Dematerializzazione telematica in campo veterinario

Non se ne fa un gran parlare, ma comunque se ne parla a volte, talvolta o spesso, riguardo un'argomento che negli ultimi mesi si è reso sempre piu' contingente, la dematerializzazione degli Atti istituzionali di un'Ente territoriale. Il termine dematerializzazione indica il progressivo incremento della gestione documentale informatizzata - all’interno delle strutture amministrative pubbliche e private - e la conseguente

IL Veterinario Aziendale: possibile in Campania ?

Se ne parla da tempo, da molto tempo, forse da fin troppo tempo di istituzionalizzare la figura del Veterinario Aziendale, un libero professionista privo di possibili forme di conflitto d'interessi (non deve essere nè un convenzionato ASL nè un dipendente) in grado di gestire l'allevamento per tutte le proprie competenze e rapportarsi direttamente con il Servizio veterinario della ASL. Tanto se ne parla dunque, almeno qui in Campania,

E' Online la Banca Dati AIFA

aifaTutte le informazioni su una qualunque delle oltre 66.400 confezioni di farmaci autorizzate e oltre 16mila documenti, tra foglietti illustrativi e riassunti delle caratteristiche dei farmaci. La banca dati online dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), presentata stamattina, è operativa e accessibile a tutti, cittadini e professionisti, dal portale istituzionale dell'Aifa. La navigazione consente di effettuare una ricerca per nome commerciale del farmaco, per principio attivo o per nome dell'azienda farmaceutica produttrice. Per ciascun medicinale sarà disponibile una scheda aggiornata col numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio, l'elenco delle confezioni, lo stato autorizzativo (sospeso, autorizzato, revocato) e gli stampati, sia fogli illustrativi che riassunti delle caratteristiche del prodotto.

«La nascita della Banca dati farmaci - ha constatato il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani - rappresenta un ulteriore, fondamentale passo verso la costruzione di un unico, dinamico e integrato database del farmaco che l'Agenzia sta realizzando e che sarà una svolta decisiva per la condivisione e lo scambio di conoscenze, il miglioramento delle strategie di cura e, quindi, la garanzia di un'assistenza efficiente e immediata per tutti i cittadini».

La banca dati - ha precisato Pani - «non é un semplice contenitore, ma un sistema attraverso il quale i documenti sono autorizzati e continuamente aggiornati dagli Uffici competenti dell'Aifa». Lo strumento - è stato evidenziato - risulterà particolarmente utile non solo per i cittadini, ma anche per gli operatori sanitari che hanno la costante necessità di aggiornare le proprie conoscenze per poter prescrivere correttamente e utilizzare al meglio i medicinali.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha sottolineato che «l'Aifa è stata la prima in Europa ad affrontare e tentare di risolvere i problemi generati da database obsoleti, incontrollabili e non validati, tanto da varare una vera e propria rivoluzione informatica». La banca dati del farmaco - ha aggiunto - «sarà una risorsa preziosa per i professionisti della salute, che potranno prendere visione degli aggiornamenti dei testi, e per i cittadini, che potranno conoscere, anche prima dell'acquisto, i benefici e i possibili effetti indesiderati dei medicinali loro prescritti. La banca dati si configura come uno strumento dinamico e unico nel contesto europeo».

AIFA Ricerca database farmaci

 

Banca Dati AIFA

 

Fonte ANMIO del 13/11/2013

Considerazioni e finalità dell' ultimo Corso ECM

il 13/11/2013 è iniziato l'ultimo corso ECM indetto da questo Ente Ordinistico, avente per argomentazione "il ruolo del medico veterinario protagonista nella filiera della mozzarella".Ad inizio corso, il Presidente ha ritenuto opportuno focalizzare alcune tematiche e considerazioni sull'effetivo ruolo del veterinario quale garante dei sistemi produttivi alimentari di filiera,

Riunione del Tavolo Tecnico Provinciale

Si riporta il Verbale di riunione del Tavolo Tecnico Provinciale Permanente di cui fa parte il Presidente dell'Ordine dei Veterinari di Caserta, per discutere sulle problematiche inerenti gli allarmismi sui rischi ambientali relativi a roghi e suoli inquinati, e le ripercussioni sulla fiducia dei consumatori e operatori economici nei confronti dei Prodotti casertani.

 

Verbale di riunione del 24/10/2013

 

 

 

I Bancolat: La dura vita del latte crudo

Le innovazioni nascono sempre dalla storia. Conservo ancora a casa le bottiglie di vetro da litro e da mezzo litro che i miei genitori, allora co-gestori di una trattoria, si facevano recapitare tutte le mattine. Latte fresco, latte crudo. Poi si è abbattuta sull’Italia l’ondata del consumismo. Erano begli anni: si stava bene, l’economia cresceva e anche le classi più umili stavano rialzando la testa. Il vetro, pesante e scomodo da gestire: sono arrivati il tetrapack, la plastica, l’UHT, il latte a lunga conservazione, le confezioni usa e getta. Per questo i continui corsi e ricorsi della storia mi fanno sempre sorridere, da buon nostalgico. L’arrivo dei bancolat, i distributori automatici di latte crudo, sono stati una grande novità, ma

allo stesso tempo un ritorno al passato. Il successo è stato immediato, un po’ per il fascino retrò del rito di andare a prendere il latte, un po’ per la rinnovata fiducia nei confronti dell’agricoltura di prossimità. Graditi e promossi dalle associazioni di categoria e da quelle dei consumatori, si sono rapidamente diffusi in tutta Italia, tanto da far nascere mappe georeferenziate per individuarli sul territorio nazionale. I problemi di questo prodotto, e di questo modo di distribuirlo, sono sempre stati di natura salutistica. Il latte che normalmente compriamo al supermercato o nei negozi, è infatti sottoposto a pastorizzazione, un processo termico che permette di eliminare eventuali patogeni dannosi per l’uomo. Per migliorare e prolungare la conservabilità il latte le industrie ricorrono anche al trattamento UHT (ultra hight temperature), che lo porta ad alte temperature per pochi secondi, per poi raffreddarlo altrettanto rapidamente. Dopo alcuni problemi di tipo sanitario, nel tempo la legge ha imposto alcune limitazioni al commercio di latte crudo. Da ultimo è stato  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio il Decreto del Ministero della Salute del 12 dicembre 2012. Il decreto, molto breve, prevede che chi vende latte crudo con i distributori automatici deve “riportare in maniera chiara e visibile sul frontale del distributore automatico, in rosso e con caratteri di almeno 4 centimetri, la dicitura: «prodotto da consumarsi previa bollitura»; indicare in maniera chiara e visibile la data di mungitura del latte e la data di scadenza dello stesso, che non deve superare i tre giorni dalla data di mungitura; escludere la disponibilita’ di contenitori destinati al consumo in loco del prodotto“. Le stesse indicazioni dovranno essere riportate sulle etichette delle bottiglie, qualora il distributore sia dotato di un sistema di imbottigliamento.

 

Georeferenziazione punti vendita latte crudo in Italia

 

Fonte: Il Cucchiaio d'Argento

 

 

 

Gli insetti transgenici sono già nell’ambiente ..

.. Ma la gente non lo sa.
In Brasile sono stati rilasciati milioni di zanzare transgeniche per contrastare la zanzara aedes aegypti la cui puntura provoca la febbre dengue, così come alle Cayman e in Malesia. In Spagna è stata avanzata la richiesta di liberare nell’ambiente la mosca transgenica dell’olivo. Un disastro annunciato. L’errore più grosso che si può fare è pensare che se gli insetti transgenici vengono rilasciati nell’ambiente lontano da casa nostra, allora siamo salvi.
Gli insetti si spostano, si diffondono, arrivano dovunque, contaminano anche i loro predatori, cioè gli animali che li mangiano, e contaminano i frutti, depositandovisi sopra, che noi mangeremo. Nel giugno scorso in Brasile, nello Stato di Bahia, sono state rilasciate nell’ambiente zanzare transgeniche in milioni di esemplari per contrastare l’insetto la cui puntura provoca la febbre dengue. L’azienda Oxitec ha prodotto la zanzara geneticamente
modificata che rientra nel progetto portato avanti dall’organizzazione Moscamed Brasil. Sempre la Oxitec ha avanzato la richiesta alle autorità europee per poter rilasciare nell’ambiente, in Spagna, la mosca dell’olivo geneticamente modificata, notizia che ha scatenato la protesta di diverse associazioni ambientaliste e della Firab, la Fondazione Italiana per la
Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica. “Si tratta di un serio rischio per l’ambiente e di una tecnologia non testata e validata, rischio aggravato dal fatto che i ceppi di insetti ingegnerizzati sono esotici e non attinenti agli ambienti in cui verranno lanciati” ha detto la Firab. “Il ceppo di mosca dell’olivo utilizzato da Oxitec non è nativo della Spagna, ma ingegnerizzato a partire da un ceppo greco incrociato con ceppi israeliani – dice Firab –
c’è quindi il timore di introdurre individui portanti diversi livelli di resistenza ai pesticidi. Il rilascio in ambiente di ceppi di parassiti entomologici non-nativi è di norma vietato nel quadro delle disposizioni europee in quanto alcune caratteristiche indesiderate potenzialmente presenti nel ceppo di nuova introduzione, come la resistenza ai pesticidi, possono diffondersi nella popolazione selvatica. Altre preoccupazioni sono relative al gran numero di larve ogm morte e vive rinvenibili nel frutto avviato al consumo
e all’impatto di insetti geneticamente modificati sugli ecosistemi”. Oxitec, dopo avere ricevuto un no dall’Inghilterra,sta tentando di introdurre insetti ogm anche negli Stati Uniti. Ad esempio vorrebbe introdurre la zanzara geneticamente modificata contro la dengue in Florida, ma appena la notizia si è sparsa la popolazione si è mobilitata con raccolte di firme e proteste
per evitare che il progetto andasse avanti. Le autorità locali non hanno detto no a priori, ma hanno sospeso un’eventuale autorizzazione in attesa di studi e prove dell’innocuità di tali insetti. L’azienda Oxitec ha ammesso che mentre si rilasciano nell’ambiente gli esemplari ogm maschi (che non trasmettono la malattia con la puntura), vengono rilasciati anche esemplari femmine perché non è possibile impedirlo, ma si sono anche affrettati
ad assicurare che la puntura delle femmine ogm è tal quale quella delle femmine non ogm dell’insetto, non provoca nulla di diverso. A dirlo però sono esclusivamente loro studi, nient’altro. Quindi ci si deve fidare della loro parola. Infatti non ci sono studi sulla popolazione per poter sapere se questa affermazione ha un fondamento. Così come non ci sono studi sulla contaminazione che gli insetti ogm possono produrre nell’ambiente, ibridandosi con insetti “convenzionali” o venendo mangiati da predatori o contaminando frutti. Peraltro insetti ogm sono già stati rilasciati anche alle Isole Cayman, in Malesia e presto accadrà a Panama e in India. Poi si comincia già a invocare l’introduzione di insetti geneticamente modificati per combattere la malaria e per combattere i parassiti delle coltivazioni agricole. L’allarme ormai è planetario. Helen Wallace, direttrice dell’inglese
GeneWatch, ha affermato: “La gente rimarrà sconvolta nel sapere che gli insetti geneticamente modificati possono essere immessi nell’ambiente senza nessun adeguato controllo”.

Ci sono tanti, troppi conflitti di interessi in capo a chi prende le decisioni e agli organi regolatori. A spiegarlo molto bene è il rapporto pubblicato dall’organizzazione no-profit TestBiotech. Il rapporto spiega come la Oxitec si sia infiltrata nei processi di decision-making nel mondo. La società ha stretto rapporti con la multinazionale dei pesticidi e degli ogm Sygenta e ha già provveduto, appunto, al rilascio nell’ambiente di milioni di esemplari di insetti ogm. L’EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, è indicata come uno dei numerosi esempi di come l’industria organizza e applica la sua influenza. Nel gruppo EFSA che valuta gli insetti geneticamente modificati ci sono molti casi di conflitti di interesse, inclusi esperti legati alla Oxitec che solo parzialmente hanno dichiarato i loro rapporti. Il documento EFSA che valuta i rischi di questi insetti per l’ambiente ha carenze evidenti:
per esempio non considera l’impatto degli insetti GM sulla catena alimentare.
La Oxitec, come spiega Barbara Peterson di Farm Wars, li ha programmati affinchè muoiano, in gran parte, allo stadio larvale, quindi le larve entreranno nella catena alimentare dopo essersi depositate sui frutti, basti pensare alle olive, ai cavoli, ai pomodori, e potranno essere trasportate, ancora vive, su questi frutti per diffondersi poi in altre aziende agricole e coltivazioni. Non c’è traccia di queste valutazioni nel rapporto dell’Efsa. Ci sono poi problemi dati dal fatto che tali insetti sono stati rilasciati nell’ambiente senza alcuna informazione fornita alle popolazioni. Peraltro la Oxitec ha saputo influenzare
le autorizzazioni e le norme nel mondo. Innanzi tutto ha definito il rilascio di insetti GM nell’ambiente come un “contenimento biologico” in modo da bypassare le richieste di valutazione del rischio; poi ha evitato completamente di spiegare come questi insetti possano contenuti e limitati in una determinata area o su un determinato prodotto, perché è chiaro che ciò non è possibile; laddove ha fornito una valutazione del rischio, ha evitato di includere gli impatti sulla sopravvivenza degli insetti nell’ambiente e sulla salute e gli impatti della modifica delle popolazioni di insetti sull’immunità umana e sulle malattie; sta poi tentanto di evitare ogni responsabilità per danni se le cose dovessero mettersi male e sta anche tentando di operare un rilascio nell’ambiente su larga scala prima che ci sia una regolamentazione generale del settore in modo che comunque anche se arrivasse, arriverebbe a giochi fatti.


Fonte Libero News del 04/11/2013