Gestione sanitaria degli Ovicaprini

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Tra i diversi sierotipi di brucellosi ve ne è uno particolarmente infettivo per l'uomo
rappresentativo il piu' delle volte di forme di brucellosi umana.
Stiamo parlando della brucella melitensis, germe di non difficile isolamento e sierotipizzazione. Piu’ spesso accade che la via di contagio di infezione brucellare sia dovuta al consumo di formaggio fresco di pecora. Il problema risiede infatti

nel sapore e freschezza di tali formaggi che inducono molto spesso le persone a consumare tale alimento. Una sorta di inganno quindi ? E' come venir presi per la gola e poi pagarne le conseguenze o almeno le potenziali conseguenze. I controlli sanitari per la specie ovicaprina vengono regolarmente espletati dai Servizi Veterinari della ASL. Tali verifiche sierologiche sono finalizzate al controllo della brucellosi, tuttavia la frequenza dei controlli sanitari in una pecora o una capra risultano essere piu’ dilazionati nel tempo a differenza invece di quanto accade nella specie bufalina, bovina, suina (MVS). Non ho menzionato la specie equina, in quanto fuori da un discorso di produzioni zootecniche ed alimentari dirette al consumo umano. Un’azienda zootecnica bovina o bufalina, ufficialmente indenne, viene regolarmente testata per brucellosi ogni 6 mesi, un allevamento suino per MVS ogni 28 giorni, un allevamento ovicaprino 1 volta l’anno, cosi’ come previsto dalla vigente normativa.

Si riporta la normativa nazionale madre dalla quale sono scaturite
altre modifiche,  .... Decreto 453/92

Torna utile anche menzionare un sito dove è possibile acquisire maggiori informazioni e relativa consultazione della normativa in materia.

.. Brucellosi Ovicaprina IZS

Si ritiene, dunque, secondo una personale e libera opinione, che a causa della tipologia di allevamento, la frequenza dei controlli sanitari risulti per forza di cose un tantino ridotta rispetto a quella relativa ad altre specie animali da reddito. Si ha spesso la sensazione che un’azienda zootecnica sia maggiormente “sotto controllo” anche e soprattutto per la tipologia stabulativa/intensiva dell’allevamento stesso. Eventuali problematiche anagrafico-sanitarie sono piu’ agevolmente affrontabili in termini di tempismo e tempo necessario alla correzione dell’eventuale NC (non conformità) proprio perché “la vacca o il bufalo stanno li’”. In qualsiasi momento una ispezione in azienda consente subito di individuare il capo interessato. Gli allevamenti ovicaprini invece sono semprè piu’ del tipo estensivo/all’aperto. Spesso i recinti di contenimento non sono sufficientemente idonei a garantire la permanenza in loco di tutte le pecore e capita quindi che l’individuazione sia piu’ indaginosa, che una pecora si smarrisca, soprattutto in mancanza di personale che lavora con l’allevatore stesso. Proviamo allora ad immaginare una zona collinare di pascolo, rigogliosa, dove sono presenti una cinquantina di bufale libere di pascolare. Proviamo ancora ad immaginare degli allevamenti in pianura dove vivono in stabulazione dei greggi di pecore, allevate e munte secondo gli attuali standard strutturali e sanitari (sale mungitura, concimaia, armadietto farmaci) e logistici.
Con questo esempio del tutto infrequente, viene invertito l'immaginario comune (fermo restando che in Italia esistono allevamenti stabulati di ovicaprini  ..vedi foto1-4).

 

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Quando pensiamo alle pecore, ci viene in mente quasi sempre la solita immagine del gregge circoscritto in una precisa zona di pascolo, recintata "alla meglio" con animali in parte sani e in parte meno. Altre volte invece il pensiero va a quei greggi che, passando per le strade, bloccano momentaneamente la circolazione di autovetture, lasciando una quantità notevole di feci per terra e la presenza, oltre al pastore, di 2 o piu’ cani (maremmani o pastori tedeschi di solito) utilizzati per controllare che nessuna pecora esca fuori dal tragitto.

Da un punto di vista anagrafico, l'identificazione auricolare delle pecore, eseguita dall'allevatore, molto spesso è poco precisa ed approssimativa. Questa situazione giustifica il perchè sono spesso presenti animali regolarmente marcati e provvisti o meno di bolo ruminale e altri sprovvisti di marche auricolari e animali provvisti di marche ma con infezioni auricolari gravi e persistenti che attirano una grande quantità di mosche, unitamente alle mastiti e alle bronchiti parassitarie che "galoppano" in questo coacervo di pecore, piu' che allevamento vero e proprio. Succede, inoltre, che un allevamento estensivo come quello ovicaprino risulti essere maggiormente esposto ad aggressioni da parte di cani randagi che talvolta si rendono responsabili di uccisioni e sbranamenti di qualche malcapitata pecora. Parlando in generale manca dunque, ed è triste dirlo, una mentalità e concezione di quello che deve essere un vero allevamento di bestiame. Nelle aziende zootecniche bovine, bufaline, difatti i sintomi clinici di mastiti o altre infezioni, vengono subito rilevate dall'allevatore che provvede di conseguenza. Cio' non accade negli allevamenti ovicaprini e se il pastore si accorge che qualche animale ha una infezione mammaria, del mantello, della lana, zoppie varie, egli provvede "alla meglio" utilizzando talvolta prodotti non idonei, scarsissima igiene nell'applicazione del prodotto e mancato rispetto di una vera e propria terapia antibiotica nel tempo per quel dato animale malato.

 

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Molto spesso il Veterinario non viene chiamato, se non nei casi oramai disperati. Non è infrequente che in sede di profilassi di Stato si venga letteralmente "assaliti" da veri e propri sciami di mosche insistenti, si debba prestare attenzione alle corna degli arieti per un contenimento sommario e per nulla sicuro da parte dell'allevatore, si debba stare attenti agli sbruffi delle pecore e del relativo scolo nasale che puo' rappresentare una potenziale via di contagio da b.melitensis e altri germi. La messa in sicurezza dell'operatore è la prima cosa da garantire durante le profilassi di Stato e, anche se le pecore difficilmente calciano per colpirci se non per scappare, i pericoli precedentemente descritti non vanno affatto sottovalutati. Quando ci si prepara ad affrontare un intervento di risanamento/profilassi BRC ovicaprini, viene subito spesso avvertita una sensazione di disagio organizzativo-logistico cui si va incontro. L’attenzione, sebbene poi il prelievo venoso sia tecnicamente piu’ agevole ed immediato se confrontato con quello eseguito nella specie bufalina o peggio ancora quella suina, ricade anche sulla tempestività di conservazione a temperatura di refrigerazione del sangue campionato. Sembra difatti che il sangue della specie ovicaprina sia molto piu’ rapidamente soggetto ad emolisi rispetto quello delle altre specie da reddito e l’emolisi si sa, inficia il risultato di analisi. Esistono poi dei comportamenti talvolta criminosi e menefreghisti da parte dei pastori che molto spesso intraprendono delle "mini-transumanze" spostando a loro piacimento e senza alcun preavviso di movimentazione i propri greggi verso pascoli limitrofi e promiscui a zone in cui insistono degli allevamenti bovini. Non sono infrequenti le lamentele, le denuncie, gli esposti igienico-sanitari delle persone e degli stessi allevatori, oramai consci e conoscitori della problematica brucellosi, levate al Servizio Veterinario, alla Polizia Municipale. Ma sono veramente da ascrivere alla ASL o al Comune i comportamenti criminosi e strafottenti di presunti "imprenditori di bestiame" che con l'imprenditoria e le buone pratiche di allevamento non hanno nulla a che vedere ?

Da questi spostamenti inattesi e per nulla giustificabili, ne deriva anche la difficoltà di saggiare sierologicamente i cani che accompagnano il gregge di pecore e questo rappresenta anch'esso un problema. La possibilità di "beccare" qualche gregge "nomade" e di procedere alle verifiche ed eventuali sanzioni, emerge di solito a seguito di esposti tempestivi e tempestivo interessamento anche della Polizia Municipale. Capita dunque di recarsi sul luogo del rinvenimento del gregge in sopralluogo congiunto col Comando di PM e verificare spesso la mancanza delle previste certificazioni di scorta, obbligatorie per questa specie animale. Il pastore è spesso sprovvisto, al momento dell'ispezione, del previsto modello 4 ed attestazioni sanitarie, per non parlare poi del libretto di pascolo che, se esibito, risulta carente del Visto dal parte del Comando di PM.

Concludendo, sia chiaro che queste osservazioni non sono assolutamente rivolte all’attenzione di tutti i pastori e allevatori della specie ovicaprina. Non siamo tutti uguali, le eccezioni in positivo vi sono, ma si ritiene che in generale vi sia una bassa, scarsissima mentalità imprenditoriale di taluni allevatori che si manifesta successivamente nelle modalità talvolta “primitive” di gestione del proprio allevamento ovicaprino, inficiandone successivamente la sanità dei propri animali, del proprio gregge e creando un clima di tensione/attenzione continua dell’Operatore responsabile del corretto andamento dei controlli sierologici.

Infine, per gli “addetti ai lavori”, alla luce delle moderne tecnologie attualmente impiegate sul campo per lo svolgimento delle Profilassi ovicaprine, si ritiene utile e doveroso pubblicare la porzione specifica del manuale di utilizzo per computer palmari, AnimalGest. L’ intero manuale è istituzionalmente pubblicato in pdf nella sezione software della Banca Dati Nazionale Teramo. ANIMALGEST OVICAPRINI

 

Il Redattore Web: Dr. Riccardo Alemanno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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