Breve Escursus sulla Specie Suina

suilogo.jpegI suini allevati in Italia rappresentano una fetta importante della produzione alimentare nazionale. Le spese di gestione dell'allevamento suinicolo e per autoconsumo, se paragonate a quelle sostenute per altri animali da reddito, non incidono in maniera preoccupante sulle tasche dell'allevatore, a menochè non si intenda istituire un'azienda suinicola secondo i piu' moderni standard tecnologici di allevamento. Le realtà aziendali da ingrasso o da riproduzione (a ciclo aperto RCA o ciclo chiuso RCC) e soprattutto quelle

per autoconsumo (detenzione di 1, max 2
suini) sono diffusissime nel nostro Paese. Allevare 1 o 2 suini o piu' maiali, non comporta quindi un notevole dispendio economico per l'allevatore. Il maiale necessita di un box in muratura, sufficientemente alto e spazioso, un po' di lettiera e acqua per poter bere. Per il resto il maiale mangia di tutto. Certamente il Veterinario aziendale, nelle realtà da ingrasso o da riproduzione, dovrà prevedere adeguato razionamento alimentare, garantire sempre il benessere degli animali, provvedere ad eventuali trattamenti farmacologici necessari e considerare gli
aspetti inerenti la biosicurezza. Tutti fattori che sono oggetto di controllo da parte della ASL competente. Nel bovino, nella bufala e negli allevamenti intensivi in generale, cio' che l'allevatore spende in mangimi, foraggi e altre spese, deve necessariamente essere controbilanciato dai ricavi ottenuti dalle produzioni zootecniche degli animali, primo fra tutti il latte. Quindi chi alleva in maniera intensiva, punta sul tornaconto, investe e, secondo gli attuali orientamenti economico-finanziari del tutto disincentivanti, azzarda. Per il maiale non è
cosi'. L'unico tornaconto vero e concreto, tangibile e consapevole, è rappresentato dai ricavi che si ottengono dalla macellazione del suino.

Ancora oggi possiamo affermare che il detto "del maiale non si butta nulla" rimane perfettamente contemporaneo. Basti pensare che finanche le setole servono. I comunissimi spazzolini da denti portano infatti setole naturali (di diretta derivazione suina - colorito beige-grigio) e sintetiche. Le prime ovviamente piu' rapidamente biodegradabili. Anche i comunissimi pennelli per pitturare sono composti da setole di suino. La pelle, dopo essere stata conciata, è utilizzata
per fare cuoio molto resistente che viene usato per guanti, borse, scarpe, cinture, valigie. Con le feci di suino si concimano i campi e si produce biogas, utilizzato per produrre energia elettrica. Nel nostro Paese esistono molti proverbi, detti, motti sul maiale e la bontà del suo impiego.Riportiamo pertanto un lista dei piu' diffusi e simpatici PROVERBI SUL MAIALE.

Tuttavia, nonostante la genuinità delle produzioni carnee del suino, tale specie non è affatto esente da tutta una serie di patologie riscontrabili piu' spesso in sede di ispezione al macello. Inoltre bisogna considerare che operazioni incaute ed imperizia dell'Operatore possono compromettere l'idoneità delle carni lavorate negli opifici. La fase piu' spesso "critica" in relazione all'insorgenza di problematiche sanitarie va proprio dal periodo che intercorre dal post-svezzamento all' ingrasso e quindi all'inoltro al mattatoio. In considerazione che le fasi di crescita sono 1) lattonzoli, 2) magroncelli, 3) magroni, 4) grassi, la fase piu' delicata è rappresentata dalla 2-4, passando per la fase magroni in cui il suino è spesso recettivo a patologie di tipo respiratorio.

Si riporta un compendio anatomo-patologico, ATLANTE DI PATOLOGIA SUINA
con diverse illustrazioni di patologie riscontrabili in fase di
macellazione.

Di razze suine ve ne sono diverse e nel nostro territorio spicca la razza suina casertana, caratterizzata da alcuni aspetti che la differenziano da una Druoc, Large White, Landrance ... ecc.. A tal proposito è interessante ed utile avere un quadro generale delle diverse razze; motivo per cui propongo al seguente link un'elenco delle .. RAZZE SUINE ALLEVATE IN ITALIA

Considerando infine taluni aspetti piu' tecnici e manuali, possiamo affermare che il maiale, per quanto docile o irascibile che sia, deve necessariamente essere contenuto in maniera atta a garantire l'incolumità dell'Operatore ai fini dell'espletamento delle operazioni sanitarie curative/profilattiche. La pratica veterinaria piu' comunemente diffusa negli allevamenti di maiali è rappresentata dall'intervento di castrazione a mezzo di orchiectomia. La durata di tale
intervento non è notevole, mentre a volte notevole è il tempo da impiegare per il contenimento del maiale da sottoporre a castrazione. Qui di seguito viene illustrato un lavoro inerente

UN' ANTICA ED ED EFFICACISSIMA TECNICA PER IL CONTENIMENTO DEL SUINO

Si evince dunque come sia fondamentale riuscire a bloccare dapprima il grugno del maiale in modo tale da preservare tutte le manualità dal rischio di probabili pericolosissimi morsi da parte dell'animale. Il suino (o peggio ancora il cinghiale) ha i denti a zanna. I movimenti della testa volti a ribellarsi e /o mordere chi sta intorno loro sono velocissimi e imprevedibili. Il cinghiale "anziano" e il maiale nero casertano possono provocare ferite laceranti di non semplice guarigione proprio perchè il maiale, una volta azzannata la mano o altra parte del corpo dell'Operatore, non molla la presa. Il morso ha la tendenza a creare profonde ferite laceranti. Per tale motivo viene quindi impiegato il "lazzo" di acciaio o di corda sufficientemente resistente (stringimascella per suini) che viene posto a mo' di cappio intorno il grugno superiore e all'interno della bocca del maiale, avendo cura di posizionare il cappio dietro i denti incisivi.

laz1.jpg     laz2.jpg     laz3.jpg

 

Successivamente viene teso il lazzo in modo che il maiale si ritrova con la testa in estensione e non ha modo di girarsi rapidamente per mordere. In tale posizione, con il collo iperesteso, è dunque possibile eseguire il prelievo ematico alla giugulare, ma anche passare eventualmente al contenimento di arti posteriori per altre manovre veterinarie.

Concludendo, viene illustrato un breve video inerente il prelievo ematico nel suino, dal titolo "maiale posseduto". Un titolo di fantasia e riferito al suono che emette il maiale durante il contenimento, un suono di insofferenza, assolutamente non indicativo di alcun dolore da parte dell'animale, dai toni profondi ed "inquietanti" proprio come se si trattasse di una possessione malefica, demoniaca.

 

http://www.youtube.com/watch?v=7zl4a-qwIG4

 

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Il piu' delle volte, pero', il maiale strilla in maniera cosi' intensa e prolungata da provocare nell'Operatore una sensazione di nausea e di disorientamento al termine delle prove di profilassi su un campione rappresentativo da saggiare sierologicamente. Per tali motivi sarebbe buona prassi adottare lo specifico DPI (dispositivo di protezione individuale) come previsto dalla legge 626 in materia di anti-infortunistica e protezione sul luogo di lavoro, rappresentato nella fattispecie da cuffie protettive DPI certificate. In alternativa e con buon effetto protettivo
possono tranquillamente essere impiegati dei comunissimi tappi per le orecchie che attutiscono di parecchio i decibel emessi dallo strillo ravvicinato del suino.

 

Il Redattore Web:  Dr.Riccardo Alemanno

 

 

 

 

 

 


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