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La manutenzione ordinaria dell'auto con "GEKIMA"

auto64Propongo in questo articolo un nuovo programma "freeware" (di libero utilizzo da parte di chiunque ne fosse interessato) relativamente alla manutenzione quotidiana delle Vostre autovetture, siano esse di proprietà o eventualmente di servizio (Auto della ASL). Questo programma nasce da una personale esigenza di monitorare costantemente il chilometraggio utile ad eseguire il cambio periodico dell'olio motore, del filtro olio, revisione auto, cambio filtro aria e, per le autovetture diesel, il cambio del filtro gasolio.

Ho scritto il programma in Microsoft ACCESS, ma ho anche realizzato un semplice foglio elettronico in Microsoft EXCEL per garantirne l'impiego anche a coloro che utilizzano principalmente Excel anzichè Access.La versione Access è comunque molto piu' funzionale e meno semplicistica.
Ne consegue quindi che se sui Vostri pc non è presente nè Microsoft Access nè Excel, il programma ovviamente non funziona. Inoltre per usare questo programma bisogna avere un minimo di dimestichezza nell'uso dei database di Access, o del funzionamento in generale dei programmi in cui è richiesta una immissione/modifica dei dati archiviati. Sperimentate Voi l'impiego di questa applicazione, rimandando comunque ad una piccola guida in pdf che ho pubblicato sul Sito.

Il programma denominato GEKIMA (GEstione KIlometraggio MAcchina) offre la possibilità di archiviare un numero infinito di autovetture (magari non siamo tutti dei rockfeller..) con relativa scheda individuale comprensiva dei kilometri percorsi. Torno a ripetere che ho scritto questo programma per agevolare la mia gestione personale dell' auto che posseggo, a seguito di frequenti dimenticanze e per un ripudio innato relativo al conservare fogliettini con sopra scritto il numero di chilometri percorsi, nonchè appunti vari in merito. Anche se GEKIMA nasce da un'esigenza personale, quindi, il programma ben si adatta nel suo impiego anche alla gestione delle auto di servizio in dotazione a qualsiasi Ente istituzionale. La versione Access è rappresentata da un database dinamico, quella Excel invece è un foglio di calcolo statico. Sia che usiate la versione Access o Excel, per prima cosa bisogna configurare il programma, inserendo i valori base di riferimento che il computer deve prendere in cosiderazione.Nel programma troverete già dei valori base di configurazione come ad esempio il cambio filtro gasolio che deve essere fatto trascorsi 40000 km, oppure il cambio filtro aria che viene eseguito ogni 10 mesi (300 giorni), oppure il cambio del filtro olio che viene di solito eseguito ogni due cambi dell'olio motore, ma questi e altri sono tutti dati modificabili dall'utente. Qui di seguito troverete spiegazioni piu' approfondite e tecniche su come utilizzare questo utile, ritengo, e pratico programma gestionale.

Scarica GEKIMA Vers.ACCESS da Area Cloud - OMV Caserta

 

Scarica GEKIMA Vers.EXCEL da questo Sito

 

Breve guida all'uso di GEKIMA (Access)

 

  Il Redattore WEB

Dott. Riccardo Alemanno

 

 

 

 

Diossina e Terra dei Fuochi

tfuocoSi riporta l'articolo pubblicato sul sito Noi Caserta inerente una richiesta risarcimento danni per contaminazione diossine nel latte bufalino di un'azienda zootecnica

Gli Ordini certificheranno l’ECM

Certificare l’aggiornamento del professionista sanitario significa formalizzare il rispetto dell’obbligo formativo, principio su cui fonda il sistema ECM. Dal prossimo anno, su richiesta degli interessati, gli Ordini sono incaricati gestire nel sistema un insieme di azioni, che

Incontro all'Ordine sui fondi FAS

Si comunica che Martedi 24 Settembre ore 18,00

presso l' Ordine, alla presenza del Dott. Antonio Limone Commissario Straordinario dell'Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, si terrà un incontro relativo all' AGGIORNAMENTO SUI FONDI FAS PER LA BIOSICUREZZA DELL'ALLEVAMENTO BUFALINO

 

E' gradita la presenza di chiunque desideri presenziare.

 

Il Presidente

Mario Campofreda

I Veterinari all'Agricoltura ! E' secondo voi opinabile ?

Propongo questo interessante articolo contenente alcune dichiarazioni intercorse tra l'Assessore all'Agricoltura della Lombardia ed il neo Deputato Veterinario Paolo Cova.

"Troppo semplicistico pensare di risolvere i problemi spostando i veterinari pubblici dalla Sanità all'Agricoltura". Il deputato veterinario Paolo Cova replica all'Assessore all'Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che ieri dichiarava: "'L'Italia e' l'unico paese occidentale dove i servizi veterinari sono legati alla Sanita' e non all'Agricoltura. E' giunto il momento di portare i medici veterinari nell'alveo piu' corretto del settore Agricoltura''. 

Con una nota direttamente dalla Camera dei Deputati, Cova ribatte che "Sui veterinari Fava ha torto, è troppo semplicistico pensare di risolvere i problemi spostando i veterinari pubblici dalla Sanità all'Agricoltura". "Non basta interessarsi di animali da reddito per essere destinati all'Agricoltura – spiega ancora Cova –. Il ruolo dei veterinari pubblici è sanitario e di controllo della sanità e salubrità degli alimenti. Forse sfugge all'assessore Fava che negli allevamenti operano anche tanti veterinari liberi professionisti che quotidianamente assistono gli allevatori con il lavoro continuo di veterinari aziendali".

L'Assessore Fava ha chiesto ai ministeri della Sanita' e delle Politiche agricole "di allinearsi a quanto avviene normalmente nel resto d'Europa, perche', se i veterinari si occupano di zootecnia, devono rimanere svincolati dall'Agricoltura e afferire ad un pianeta differente?''. ''I medici veterinari- prosegue l'Assessore lombardo-  senza dubbio preparati, competenti e in numero decisamente superiore a quello dei colleghi in Francia, ad esempio, credo possano svolgere il proprio apprezzato ruolo in maniera ancora piu' efficace se fossero direttamente collegati all'Agricoltura, settore in cui operano effettivamente, piuttosto che alla Sanita'. Sarebbe opportuno riflettere a livello di Governo su questa posizione che mi permetto di sollecitare''. "Semmai, aggiunge il parlamentare che fa parte della XIII Commissione Agricoltura della Camera, "è necessario ripensare al numero dei veterinari pubblici che attualmente è sovrastimato rispetto al numero dei capi animali enormemente diminuito in questi anni. Inoltre alcune competenze di istituto dei veterinari pubblici risultano superate e andrebbero riviste o addirittura tolte. Ma questo è un altro discorso".

Fava interviene anche sulle normative legate al Benessere animale: ''Gli allevatori dovrebbero essere accompagnati nell'applicazione di norme che, nella maggior parte dei casi, effettivamente migliorano quello che l'Unione europea definisce le condizioni psico-fisiche degli animali e di riflesso anche le produzioni e il reddito - dice Fava - ma non dimentichiamo quello che potremmo chiamare il benessere degli allevatori. Se sommergiamo le imprese di leggi, disposizioni, provvedimenti e affrontiamo i produttori a colpi di verbale, rischiamo di deprimere la redditivita' del settore zootecnico, di far chiudere le aziende e di aumentare la nostra dipendenza dall'import''.

fonte: anmvio del 10/09/2013

 

Nota del Redattore

Dopo la lettura di questo articolo, sono gradite vostre opinioni, anche anonime se volete, nella bacheca dei commenti, rispettando sempre la dignità altrui e la libertà di opinioni mai offensive, lesive e professionalmente degradanti

Anticoagulanti I°e II° generazione, I Rodenticidi

Viviamo in un'epoca oramai sempre piu' tecnologica e automatizzata, gestita da procedure elaborate da parte di sistemi informatici sempre piu' sorprendenti. L'industria chimica ha possibilità di manipolare una svariata quantità di molecole diverse, naturali e/o di sintesi,tossiche e non.

Eppure, quando si parla del cosiddetto veleno per i topi, i pensieri, le ansie e le paure che balenano immediatamente nella testa di tutti noi sono rappresentate dal terrore di vedere il nostro cane sanguinare e star male fino al decesso, a causa di un'imprevista ed imprevedibile ingestione di una di quelle bustine colorate o di croccantini e polpettine appetibili frammiste a "simpatici (ma strani) pallini rossi o verdi".Tale è il timore "ancestrale" che ad oggi, anno 2013, si ripresenta ancora allorquando sentiamo parlare di rodenticidi, di warfarin, di anticoagulanti.

Non è infrequente che ancora oggi venga impiegato tale veleno per causare il decesso a cani padronali, di quartiere, vaganti, randagi. Anche la specie felina è assoggetata allo stesso rischio tossico. Il problema della disinfestazione, quindi, tende a ripercuotersi piu' su cani, gatti e bambini che non sul vero obbiettivo del piano di eradicazione: topi e ratti. Il problema principale è rappresentato dal mancato utilizzo di apposite cassette di sicurezza da collocare sui marciapiedi, il cui accesso è possibile solo per i roditori. Sappiamo tutti che i primi rodenticidi furono sostituiti da quelli piu' "evoluti", ovvero i rodenticidi di seconda generazione, nati anche per la necessità di non destare nei topi il sospetto acquisito nei confronti delle vecchie bustine di veleno e di contrastare la resistenza al decesso manifestata da alcuni tipi di roditori. I rodenticidi includono una grande varietà di sostanze velenose e rappresentano perciò lo strumento più immediato per eliminare un roditore. Sono generalmente suddivisi in rodenticidi acuti e rodenticidi cronici. Nel primo gruppo sono incluse le sostanze in grado di provocare la morte dei roditori nel giro di poche ore e con una sola ingestione (Alfacloralosio, Alfacloridrina, Arsenico, Brometalina, Colecalciferolo, Ergocalciferolo, Fosfuro di zinco, Norbormide, Scilla rossa, Scilliroside, Sodio-mono-fluoroacetato, Solfato di Tallio, Stricnina), mentre nel secondo quelle che necessitano di una o più ingestioni e comunque di un tempo molto più lungo per provocare il decesso (Brodifacoum, Flocoumafen, Difenacoum, Bromadiolone, Difethialone, Coumatetralyl, Diphacinone, Pindone, Warfarin, Coumacloro, Clorophacinone).

Riporto dunque questa breve ma efficace descrizione inerente i Rodenticidi Acuti e Cronici relativamente alle modalità di azione di tali tossici nell'organismo, unitamente ad una descrizione degli Anticoagulanti di 1° e di 2° generazione

Avvelenare un animale è un reato ai sensi dell’art. 544-bis del codice penale, cioè uccisione di animali. Inoltre l’ art. 146 T.U. Leggi Sanitarie proibisce e punisce la distribuzione di sostanze velenose e prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da € 51,65 fino a € 516,46.

La cosa "tragica" è rappresentata dal fatto che tali sostanze tossiche non riconoscono alcun antidoto "diretto" iniettabile come invece succede per gli organo fosforati. Difatti non esiste alcuna azione diretta su strutture recettoriali nell'organismo che possano essere inibite da uno specifico antidoto. Il meccanismo di azione dei rodenticidi risiede nella loro capacità di interferire con i normali processi di sintesi dei fattori di coagulazione del sangue, cosa questa che avviene a livello del fegato. Unica soluzione in caso di ingestione accidentale con comparsa di sintomi emorragici è rapparesentata dalla somministrazione di vitamina K. Proprio per l'assenza di antidoto diretto, un ruolo fondamentale gioca la prevenzione e la legge ha inquadrato e definito procedure chiare, volte proprio a scongiurare un pericolo di questo tipo. La normativa in materia di avvelenamento è rappresentata dalla piu' recente O.M. 10/02/2012 Tale legge, tuttavia, sembra contemplare un valido presidio a tutela soprattutto di cani e bambini rappresentato da Art.5 commi 1,2,3 OM 10/02/2012 che non sembra essere applicato correttamente. Questo dunque è il parere dell'ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). Difatti, nella costituzione di un rodenticida la normativa prevede l'aggiunta di una sostanza amaricante, sostanza che è in grado di trasferire al tossico un sapore amaro che lo rende sgradevole al palato in caso di accidentale assunzione da parte di animali domestici e bambini.Generalmente si una il denatonio benzoato che è considerato la sostanza più amara del mondo: inserita nelle esche topicide, può essere avvertita dal palato umano conferendo al formulato un sapore amarissimo che lo rende immangiabile. Alle stesse dosi non ha alcun effetto sui roditori, che perciò se ne cibano avidamente, raggiungendo lo scopo dei piani di disinfestazione.

Ma siamo sicuri che sia veramente immangiabile per i cani e per i bambini?

 

Il Redattore Web

Dott. Riccardo Alemanno

Gli ingredienti "nascosti" dei kebab

Polmoni, cuore, lingua, occhi, ossa, scarti di macelleria e una quantità enorme di grasso animale. Questo è il risultato di un’analisi condotta in Inghilterra, da un pool di scienziati e nutrizionisti, sul kebab. Più del 50% dei kebab contiene carne diversa da pollo o vitello: ma la maggioranza dei kebab è un miscuglio di carni diverse, tra cui pecora, maiale, tacchino, pollo.

Il dato allarmante, riporta Blitz Quotidiano, è che nel 9% dei casi, gli scienziati non sono riusciti ad individuare con chiarezza la natura della carne utilizzata nel processo di triturazione. Un kebab, inoltre, contiene tra il 98% e il 277% della quantità giornaliera di sale accettabile: oltre questa soglia la salute di un essere umano è a rischio.

All’interno di un singolo kebab ci sono tra le 1.000 e le 1.990 calorie (senza considerare le verdure e le salse), senza considerare che ogni kebab contiene tra il 148% ed il 346% della quantità di grassi saturi assimilabili giornalmente da un essere umano. In quasi tutti i kebab analizzati durante lo studio, si sono riscontrati batteri tipo l’Escherichia Coli e lo Staphylococcus Aureus.

 

Fonte: Libero News del 12/06/2013

Anagrafe Canina - importante comunicazione della FNOVI

La FNOVI interviene sul ruolo dei Medici Veterinari privati nella gestione dell’anagrafe canina.La FNOVI a commento dell’ Accordo Stato Regioni del 24 gennaio 2013, in 
materia di identificazione e registrazione degli animali da affezione,  è 
intervenuta con un documento per  sottolineare  il ruolo ed il comportamento 
dei medici veterinari liberi professionisti nella gestione dell’anagrafe 
canina. Di rilievo nel documento il passaggio sul dovere esclusivo del
Professionista di informare i proprietari dei soggetti non anagrafati sugli obblighi di
Legge.

Ruolo vet lp nella gestione anagrafe canina

Caserta 3/6/2013
                                                                                                     
Il Presidente Mario Campofreda

linee guida Contolli Ufficiali A.C.

16072011114 Nella Gazzetta Ufficiale n° 73 del 27/03/2013- Supp. ord. n° 22 sono state pubblicate le " LINEE GUIDA PER IL MIGLIORAMENTO DELL'ATTIVITA' DI CONTROLLO UFFICIALE DA PARTE DELLE AUTORITA' COMPETENTI IN MATERIA DI SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E SANITA' PUBBLICA VETERINARIA"   link G.U.

 

Enpav, le novità del 2013

enpavSi riporta una comunicazione dell'Enpav relativa alle novità che vengono introdotte nel 2013

 

Lettera Enpav

Proposto un registro nazionale dei tumori animali

kirA lanciare la proposta è stata l'Associazione G. Dossetti, durante l'incontro 'Animali e uomo alleati contro il cancro: attualita' e nuove prospettive'.

- "Creare un vero e proprio Registro tumori animali a carattere nazionale. Che possa essere strumento diagnostico-statistico, in rete telematica globale, costantemente aggiornato". A lanciare la proposta, a Roma durante l'incontro 'Animali e uomo alleati contro il cancro: attualita' e nuove prospettive', e' Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell'Associazione G. Dossetti, secondo cui il Registro puo' essere "fondamento di prevenzione sanitaria, di screening e comprensione delle dinamiche epidemiologiche e ambientali che possono essere agenti oncogeni e possa diventare valido strumento di comparazione nello studio oncologico umano". "Per superare le nuove frontiere - afferma Giustozzi - appare indispensabile il binomio medicina umana e medicina animale, con figure professionali unite nella battaglia contro il cancro. Avvince la proposta di studiare l'animale e l'uomo, anche in oncologia, valutandone evidenze, risultati, dati clinici, l'uno al servizio dell'altro". Il segretario dell'Associazione Dossetti, poi, pone l'accento anche sull'importanza delle biobanche, dove poter conservare e studiare frammenti di tumori di animali morti, con la speranza di trovare terapie nuove sia per l'uomo che per gli animali. "Questa e' una sfida - dice - e noi la sosteniamo".

Leucemie e linfomi, tumori cutanei e alla mammella, ma anche scheletrici. Sono patologie che colpiscono non solo l'uomo, ma anche i nostri amici a quattro zampe. Cani e gatti, come i loro padroni, si trovano sempre piu' a dover fare i conti con mali spesso incurabili. Ma studiarli e comparare i risultati con quelli degli studi sull'uomo e' "estremamente interessante", secondo i medici e i veterinari riuniti nei giorni scorsi a Roma al convegno 'Animali e uomo alleati contro il cancro: attualita' e nuove prospettive', organizzato all'Associazione Dossetti in collaborazione con l'universita' degli Studi di Perugia.

"Nel cane e nel gatto le neoplasie mammarie si osservano con elevata frequenza - spiega Alessandro Poli, professore ordinario di patologia generale e anatomia patologica veterinaria all'universita' di Pisa - e costituiscono un'importante causa di mortalita'. Negli ultimi anni sono state intensamente sottoposte a indagini molecolari, che hanno consentito di individuare importanti similarita' con le neoplasie mammarie della donna. Questi studi sono importanti anche perche' ci permettono di osservare piu' rapidamente l'evoluzione di una patologia: il tumore mammario, ad esempio, impiega 7 anni a svilupparsi nel cane, mentre impiega 50 anni nella donna".

"Da collaborazioni come quella di oggi - aggiunge Leonardo Leonardi, ricercatore nel Dipartimento di scienze biopatologiche e igiene delle produzioni animali e alimentari dell'universita' degli studi di Perugia - e' possibile rilevare dati biologici e nuovi elementi di ordine genetico e biomolecolare che, anche con ulteriori approfondimenti, potrebbero permettere di identificare e impostare nuovi e comuni protocolli di tipo diagnostico e soprattutto innovativi percorsi di ordine terapeutico, sia per l'uomo che per altre specie di animali".

(fonte: Adnkronos - 25 Marzo 2013)

 

Dr. Riccardo Alemanno