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Principi zooantropologici in Medicina Veterinaria

zooantroQui di seguito riportiamo la Tesi di laurea del neo collega Dr.Fulvio Attonito, inerente i risultati dell'indagine conoscitiva sulla diffusione dei principi zooantropologici in Medicina Veterinaria.



Tesi Zooantropologia

 

Lettera di ringraziamento all' Ordine

 

 

Dr. Riccardo Alemanno

La Veterinaria e la Medicina si uniscono su scala mondiale

 

wtoLa World Veterinary Association (WVA) e la World Medical Association (WMA) hanno firmato un Memorandum of Understanding. Ecco il testo dell'intesa: affermare su scala mondiale l'interdipendenza delle due medicine. Aggancio con le politiche globali di OIE, FAO e OMS. ANMVI: la veterinaria italiana ha precorso i tempi, ma la politica nazionale è in ritardo.

Il MOU (Memorandum of Understanding) firmato il 13 ottobre a Bangkok è un accordo di collaborazione fra le due sigle su due obiettivi: lo sviluppo globale del concetto "One health" e la cooperazione fra le due medicine, nella consapevolezza che sanità e salute richiedono un approccio unitario. Il Memorandum vuole interfacciare su scala mondiale gli ecosistemi animali ed umani e stabilire un dialogo costante con la WHO, l'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle politiche sanitarie, basate sull'equivalenza "animali sani, persone sane".

Le Parti guardano all'OIE come Organizzazione Mondiale della Sanità Animale riconosciuta dall'WTO (World Trade Organization), alla luce di una preesistente intesa fra la WVA e l'OIE che vede la prima "osservatore" nella Commissione del Codex Alimentarius. L'Associazione Mondiale dei Veterinari ha anche già siglato un'intesa con la FAO per sostenere la sanità animale, come fattore di sanità pubblica, sicurezza alimentare e disponibilità alimentare nei Paesi in via di Sviluppo.

Fonte: ANMVIO del 12 Dic. 2012

Aggiornamenti Virus SBV

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Dall’EFSA gli ultimi dati epidemiologici disponibili sull’incidenza del virus di “Schmallenberg” in Europa.

La relazione riferisce che alla fine di ottobre 2012 il virus, che colpisce i ruminanti domestici e selvatici, era stato segnalato in 14 Paesi. I dati più attuali, oggetto di questa recentissima pubblicazione, evidenziano che l’SBV ha continuato a circolare in Europa e che fino a ottobre 2012 sono stati individuati allevamenti colpiti di recente in nuove regioni. Test di laboratorio hanno confermato la presenza dell’SBV in circa 6.000 aziende. L’EFSA ribadisce che la percentuale di allevamenti interessati è bassa se rapportata al numero complessivo di allevamenti. La percentuale massima di presenza confermata dell’SBV per regione è stata peraltro del 6,6 % per gli ovini e del 4 % per i bovini. Al momento l’Autorità non ha però a disposizione dati che le consentano di valutarne gli effetti sugli allevamenti colpiti.

L’EFSA ha pubblicato questa relazione nel quadro di una richiesta avanzata dalla Commissione europea di monitorare e analizzare periodicamente gli ultimi dati disponibili sull’SBV. In base ai dati più recenti il virus ha continuato a circolare in Europa. Sono stati individuati allevamenti recentemente colpiti in nuove regioni, situate ai margini di zone già riconosciute infette. Tuttavia è possibile che animali non precedentemente esposti al virus all’interno della zona interessata siano ancora suscettibili all’infezione e che gli effetti sugli animali appena nati siano ancora da osservare.

I risultati della relazione dell’EFSA sono stati comunicati alla Commissione europea e agli Stati membri fornendo loro le più recenti informazioni scientifiche attualmente disponibili sull’SBV e assistendoli in vista dell’eventuale adozione di metodi di gestione del rischio.
 
 
Dr. Riccardo Alemanno

Urge disciplinare l’ ID.E. per la specie bovina !

boliaAncora una volta mi ritrovo ad esporre argomentazioni relative all’identificazione elettronica (ID.E.) quale efficace mezzo di controllo e verifica anagrafico-sanitaria degli animali da reddito di questa Regione.

A breve entreremo nell’anno 2013, sono trascorsi piu’ di cinque anni dall’introduzione di questo sistema anagrafico e la specie bovina continua ad essere “esonerata” dall’adozione dell’ ID.E.

Finanche gli allevatori (almeno quelli piu’ seri e coscienziosi) richiedono questo sistema, proprio in virtu’ del fatto che sono oramai stanchi di dover spendere soldi in continuazione per acquistare queste benedette (e maledette) marche auricolari plastiche !

Parlando a nome della Categoria, ritengo a questo punto che dietro la palese mancanza di volontà e di interesse a “sistemare” una volta per tutte l’anagrafe bovina sul territorio, ci possano essere degli interessi puramente economici ed anti sanitari, nonché antigiuridici. L’anagrafe sicura del bestiame, ad oggi fine anno 2012, non è del tutto soddisfacente. Per la specie bufalina possiamo tranquillamente affermare che finalmente la tracciabilità è realtà e non solita fredda e consueta parola sulla bocca di cani e porci. Come si è stroncata la demagogia sulla tracciabilità della specie bufalina, cosi’ è vivo il desiderio di porre fine ad un sistema anagrafico basato esclusivamente su penose, miserabili, inaffidabili e spesso difettate marche auricolari. Tanto è vero che a partire dal mese di Maggio 2012, diversi allevatori lamentavano la semplicità con la quale le marche auricolari si staccassero dopo pochi giorni dalle orecchie degli animali, pur essendo state applicate in maniera corretta.

L’argomento identificazione elettronica è stato già ampiamente illustrato in passato con un primo articolo che poneva già l’accento (in modo pacato e ragionato) sulla necessità di adozione di tale dispositivo nei bovini.

A tale articolo, ne veniva pubblicato un altro che evidenziava come il bolo fosse giuridicamente assimilabile all’etichetta di riconoscimento del prodotto in questione (l’animale allevato) e, pertanto, idoneo a garantire l’univocità del capo da reddito in questione.

Il problema anagrafico non è stato ancora risolto perché, probabilmente, vi è la sicurezza che oramai tutti gli allevatori “si sono messi a posto” e che sono tutte brave persone, attente e perfino esperte in materia di tracciabilità dei propri animali. Mi rivolgo ai Dirigenti dei Dicasteri Superiori, a Coloro deputati alla legislazione in materia di sanità veterinaria regionale per ricordare ( o metterli al corrente) che a tutt’oggi esiste ancora qualcuno o alcuni che detengono animali adulti privi di marche auricolari, cadute in passato e non riapplicate piu’. Questo scenario, visibile agli occhi del Veterinario Ufficiale, rappresenta elemento di sanzione o prescrizione che potrebbe tranquillamente essere evitato se gli animali irregolari fossero provvisti di bolo ruminale.

E poi, questa marca auricolare gialla o salmone che sia, credo proprio che abbia alimentato ed alimenta tutt’ora un grosso business i cui principali fruitori sono rappresentati dai Fornitori riconosciuti dal Ministero.

Tempo addietro esisteva la marca di ferro che una volta applicata non veniva piu’ persa dall’animale. La persistenza di tale marca era del tutto assimilabile a quella dell’odierno bolo elettronico. Le marche auricolari di oggi sembrano invece “predisposte” ad essere perdute, vuoi per la scarsa qualità dei materiali plastici (materiale anche riciclato), vuoi per le abitudini di continuo strofinamento, lambimento e strappamento degli animali che ne pregiudicano la tenuta in sede, determinando la caduta e la perdita della marca o di una parte di essa.

Comunque sia, l’allevatore in questi casi si trova come consuetudine a richiedere un duplicato della marca e la cosa “porta soldi” al Fornitore di continuo. Ecco dunque che questo giro economico non si deve interrompere, a scapito di una sistemazione definitiva a mezzo dell’identificazione elettronica e di una garanzia anagrafica e sanitaria del primo passo della catena alimentare.

La matricolazione dell’animale con le marche auricolari, credo possa quindi considerarsi superata, se non legata ancora ad una concezione bigotta che l’animale debba necessariamente avere ben 3 dispositivi anagrafici e cioè la marca destra, quella sinistra ed il bolo ruminale, quando invece sarebbe sufficiente solo 1 dispositivo (il bolo), risparmiando quindi soldi, materiale inquinante (plastica) e ottenendo una sicura e permanente identificazione che l’animale X sia veramente l’animale X.

23-11-2012

Dr. Riccardo Alemanno

 

Il Mercato delle attrezzature veterinarie

vetexSegnalo un sito denominato Vet-Exchange sul quale è possibile contattare i Veterinari liberi professionisti che espongono in vendita attrezzature professionali, principalmente rivolte alla clinica degli animali domestici. L'iscrizione al sito è gratuita e a seguito della propria registrazione risulta possibile pubblicare sul sito caratteristiche di  attrezzature professionali con lo scopo di trovare e venderle al giusto acquirente.

Le inserzioni sono consentite solo ai Medici Veterinari e non ad aziende operanti nel settore.

Sul sito è inoltre possibile accedere ad altre sezioni riguardanti il lavoro ed altro ancora.

ACCEDI A VET-EXCHANGE

 

Dr. Riccardo Alemanno

Animali smarriti, un piccolo aiuto

 

smarA seguito di furto o smarrimento di un piccolo animale (cani e gatti), il proprietario generalmente ne fa denuncia al Servizio Veterinario che provvede ad aggiornare la Banca Dati Regionale sull’ Anagrafe Canina.

 

Altre volte, invece, il proprietario puo’ denunciare la scomparsa del proprio cane presso la Stazione C.C. che non avendo generalmente accesso alla BDR, demanda al proprietario di rivolgersi alla Unità Operativa Veterinaria competente per territorio.

Non sempre, tuttavia, capita che la denuncia di smarrimento riguardi cani regolarmente provvisti di microchip, anzi.

Soventemente i proprietari forniscono tutti i dati relativi al segnalamento del cane, ma non il microchip, ragion per cui la UOV non puo’ operare per quanto di competenza.

Tra l’altro, vien da dire che se lo stesso proprietario che ha denunciato lo smarrimento del proprio cane privo di microchip, dovesse poi ripresentarsi al Servizio Veterinario con il suo “trovatello” ritrovato e precedentemente segnalato ai veterinari ASL, ebbene, lo stesso proprietario sarebbe dapprima passibile di sanzione amministrativa per mancata iscrizione del proprio cane alla BDR e successivamente il cane verrebbe regolarizzato nell’ ACN (Anagrafe Canina Nazionale).

Beh, sarebbe una fredda giuridica ed insulsa pignoleria come risposta ad un sentimento di affetto e gioia che prova il proprietario per il ritrovamento del suo fedele amico e per la palese intenzione di regolarizzare il proprio cane

Propongo, quindi, un sito dove potrete segnalare o ricercare animali smarriti, iscrivervi come nuovi utenti, consultare tutti gli iscritti (anche Veterinari) della propria zona ed altro ancora

ANIMALI SMARRITI

 

 

 

Dr. Riccardo Alemanno

 

Prontuario Veterinario Online

logoaisaIl Prontuario Ufficiale AISA è una banca dati professionale contenente informazioni essenziali sui prodotti per la cura, la salute e il benessere degli animali.

Ospita tutte le categorie merceologiche rivolte al benessere animale: farmaci, vaccini, parafarmaci, disinfettanti, nutraceutici ed alimenti dietetici.

E’ usufruibile da parte delle Autorità Sanitarie, dei medici veterinari e dei farmacisti ma può essere parzialmente consultato da proprietari, allevatori e distributori.

Un pool di redattori qualificati , composto dai responsabili delle singole aziende associate, ne garantisce il costante aggiornamento e l’attendibilità dei contenuti.

SCOPI

1. Aumentare e diffondere la conoscenza dei prodotti per la cura degli animali

2. Fornire una fonte d’informazione immediata e attendibile sugli stessi

3. Favorire la corretta prescrizione e il corretto utilizzo dei farmaci

4. Migliorare la salute, il benessere animale e la sicurezza alimentare

5. Comunicare in tempo reale le novità del mercato

6. Migliorare la reperibilità dei prodotti

7. Favorire l’adozione di provvedimenti urgenti in materia di medicinali veterinari

Per le informazioni dettagliate su ogni farmaco, risulta necessario registrarsi gratuitamente con username e password rilasciate a seguito di avvenuta registrazione sul sito AISA

 

 

MEMORIC: Scadenze Attività

 ... di Dr. Riccardo Alemanno

 

In questo articolo desidero omaggiare i visitatori del sito OMV di Caserta con un piccolo programma che ho realizzato in Visual Basic Application. Si tratta di uno scadenziario di attività che visualizza una serie di appuntamenti e cose da fare precedentemente memorizzate dall’utente.

Non ha grandi pretese questo programma, ma puo’ rivelarsi utile nella gestione quotidiana delle proprie attività, sia professionali che personali, visualizzando in base alla data di scadenza e a quella odierna, cio’ che c’e’ da fare.

 

Qui di seguito sono riportate le  ISTRUZIONI per usare il programma, scaricandolo da questo sito

Una volta configurato, se lo vorrete, potrete copiare Memoric nella cartella esecuzione automatica di Windows. Cosi’ facendo, ogni volta che accenderete il computer, verranno visualizzate le scadenze odierne o quelle già passate e non ancora espletate.

Eccovi un  BREVE VIDEO DI ESEMPIO del programma

 

Download MEMORIC * (NOTA BENE: se hai problemi a scaricare il file memoric.txt, posizionati con il mouse sul collegamento Download MEMORIC * e clicca col tasto destro del mouse e scegli la voce "salva" o "salva con nome")

 

Download MEMOCONFIG *

* (I due file vanno salvati sul computer nella cartella C:\memoric che dovrete preliminarmente creare)

 

 

IMPORTANTE:

Per poter utilizzare questo programma, dovete avere già installato sul Pc una copia di Microsoft Access, dalla versione 2000 in poi.

In mancanza di Access, il programma non funziona.

 

 

 

Uniformare l’ ID.E. sul territorio Nazionale

 

Come trattato in precedente pubblicazione su questo sito, l’ identificazione elettronica (ID.E.) dei ruminanti in Regione Campania, rimane “un’esclusiva” obbligatoria per la specie bufalina e per quella ovicaprina.

 

Tale dispositivo di riconoscimento dei bufali allevati, a far data dal 2006, viene somministrato nel bestiame della Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia.

Per quanto concerne il territorio della nostra regione, possiamo tranquillamente affermare che l’ ID.E. ha rappresentato e rappresenta tutt’ora un vero successo in termini di gestione anagrafica dei capi bufalini, di tracciabilità degli stessi, proprio per le caratteristiche fisiche di composizione e stabilità del bolo ruminale, senza problematiche fisiologiche per gli animali e con piena istocompatibilità a livello del reticolo gastrico.

Tuttavia, rimangono ancora esclusi da tale obbligo gli allevamenti delle altre regioni italiane, tra l’altro confinanti con la Campania, che detengono la bufala mediterranea.

Ci si riferisce principalmente alla regione Lazio, i cui capi bufalini, oggetto di compravendite, inoltrati verso gli allevamenti della promiscua regione Campania, non soggiacciono all’obbligo dell’ ID.E. Risulta poi obbligatorio per Noi di Sanità Animale dover provvedere ad identificarli elettronicamente. Ritengo che questa situazione sia da intendersi come una forma di “federalismo zootecnico” che non approvo in quanto anacronistico con le realtà e le problematiche attuali in materia di identificazione anagrafica e sanitaria. Forse qualcuno converrà sul fatto che, per il solo vantaggio geoclimatico e agroalimentare di poter allevare al meglio centinaia di bufale mediterranee, vi sia forte discriminazione legislativa a livello Ministeriale, nonché pregiudizi, considerando ancora la Campania come la regione degli imbrogli e delle sofisticazioni.

La legislazione regionale, oculata, mirata, ben calcolata e calibrata, ha invece ribaltato questo concetto/pregiudizio, adottando il miglior sistema di identificazione elettronica e sanitario (prestazioni sanitarie intrecciate con la BDN), telematico (SANAN, SIMAN, GISA, ORSA ..) da prendere come modello per tutte le regioni italiane e gli Stati Membri.

Ma ai fini della corretta e reale tracciabilità, non Vi sembra un controsenso ??

La tracciabilità dell’animale è la stessa per tutti o cambia da regione a regione di uno stesso Stato?

Sarebbe come dire che l’etichetta (obbligatoria per legge) stampigliata su una confezione di alimento puo’ tranquillamente mancare se l’alimento viene prodotto in una regione diversa dalla Campania e poi venduto a spacci alimentari presenti sul nostro territorio. I prodotti della Campania, invece, acquistati o prodotti e poi venduti dentro e fuori della regione stessa devono obbligatoriamente riportare l’etichetta.

E poi, siamo davvero sicuri che quel bufalo avente per matricola auricolare X, corrisponda esattamente al capo X sia da un punto di vista anagrafico che sanitario ?

Personalmente ritengo che il microchip ruminale equivalga all’etichetta delle confezioni alimentari, con una sola differenza: l’etichetta è direttamente leggibile in quanto diretta al consumatore finale, “l’etichetta dei bufali” ovvero il microchip, è leggibile e consultabile invece online.

Infatti, interrogando quel numero di bolo in BDN, l’applicativo ci restituisce tutti i dati relativi all’animale e quindi al “prodotto in questione” ovviamente con specifiche variazioni ma qualcuna pienamente assimilabile all’ etichetta alimentare.

Vi propongo questo esempio di assimilabilità tra etichetta e bolo ruminale:

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Concludendo, il problema della non uniformità di ID.E. bufalina sul territorio nazionale (vi sono allevamenti in Lazio, Molise, qualcuno ha iniziato in Lombardia ecc..) e su quello europeo, risiede, probabilmente, nella mancata elaborazione di eventuale Direttiva Comunitaria, Decisione, Regolamento o quant’altro, come atto concreto derivato da  un’ interessante Relazione di Bruxelles del 25.01.2005 . In quella sede la specie principalmente oggetto di attenzione è la specie bovina.

I contenuti di tale Relazione sono carichi di valutazioni, analisi, considerazioni e critiche del tutto positive verso questo sistema anagrafico.

pubblicato il 20 Giu 2012

 

 

Dr. Riccardo Alemanno

 

 

 

 

 

TBC BOVINA, UNA DIAGNOSI DIFFICILE

 

 

Dr. Riccardo Alemanno

 

 

 

La TBC, unitamente alla LEB e BRC rappresentano le principali malattie da eradicare tramite il Risanamento del bestiame a mezzo di Profilassi di Stato.

Mentre per BRC e LEB sussistono esami sierologici e successive indagini quali S.A.R., F.d.C., E.L.I.S.A., per la TBC invece l’unico elemento diagnostico in vivo è attualmente rappresentato dalla intradermoreazione a mezzo di antigene tubercolare e le relative valutazioni in termine di spessore cutaneo come da DM 592/95.

Per la specie bufalina, la reazione intradermica, se e quando positiva, si estrinseca attraverso un vero gonfiore della cute, clinicamente visibile, accompagnato anche dai segni di iperemia fino all’ulcerazione cutanea. Tale reperto non lascia dubbi sulla positività di quel bufalo alla TBC e, pertanto, dichiarare un capo infetto alla TBC è in tali casi molto agevole. Quando presente, difatti, nella specie bufalina la TBC assume spesso caratteri di aggressività, sollecitando una forte risposta immunitaria che appunto si concretizza in lesioni cutanee clinicamente apprezzabili.

Per la specie bovina, invece, sussistono delle problematiche ai fini valutativi della tubercolosi.

Non di rado, infatti, a seguito della lettura con cutimetro eseguita a 72 ore dopo la intradermoreazione, è possibile valutare l’aumento della plica cutanea superiore di poco ai 4 mm, con leggera iperemia periferica o del tutto assente. In tali casi, il solo aumento cutaneo oltre lo spessore previsto, induce il Servizio Veterinario a giudicare positivo alla tubercolosi quel capo bovino. La successiva indagine anatomopatologica eseguita al macello, pero’, fornisce esito negativo alla stessa malattia, generando una discrepanza tra quanto diagnosticato in vita e quanto post-mortem. Vero è anche il contrario, cioe’, capi bovini che abbiano reagito in maniera negativa al test allergico della intradermoreazione, risultano poi positivi all’ispezione post-mortem con evidenza di generalizzazioni precoci, protratte, fino a casi in cui sia evidente il collasso delle resistenze con necrosi caseosa piu’ o meno diffusa.

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Ma in tali casi allora chi sbaglia? Il Servizio Veterinario “A” o quello “B” ?

Di certo le lesioni anatomopatologiche sono evidenziabili ed inconfutabili al macello.Viceversa, la diagnosi in vita è opinabile, pur sussistendo un certo edema cutaneo.Tali sono quindi le discrepanze che non fanno altro che acuire il pregiudizio degli allevatori nei confronti del Veterinario ASL di Sanità Animale, spesso oggetto di accuse e maldicenze per aver dichiarato infetto un capo che poi risulta non esserlo.

Da queste considerazioni, quindi, nasce l’esigenza di cercare nuove metodiche diagnostiche in vivo, a supporto della intradermoreazione, la cui valutazione nella specie bovina risente di diversi fattori quali l’età, lo stato generale di salute, il diverso genotipo, le diverse e complesse risposte immunitarie, la presenza di altre infezioni e le cross reazioni di diversi ceppi batterici.

Allo stato attuale, la Regione Campania con Decreto dirigenziale n° 153 del 15/12/2009, si propone di utilizzare il gamma interferone per la diagnosi di TBC.

 

Tuttavia, secondo  studi in merito all’impiego del gamma interferone per la specie bovina , affidarsi solo ed esclusivamente a questo test diagnostico, non fornisce una valutazione concreta dell’infezione o meno di un determinato capo bovino.

Quindi, concludendo, l’impiego del gamma interferone, va valutato unitamente alle risposte dell’intradermoreazione. In tali casi, combinando i risultati ottenuti col gamma interferone e il test allergico, potremmo avere una situazione piu’ chiara sulla presenza dell’infezione tubercolare, anche perché come da studi condotti da alcuni Autori (Pollock e Neill, 2002), il gamma interferone, impiegato come unico strumento diagnostico, fornisce un’attendibilità pari alla intradermoreazione.

grazie per la lettura

Responsabilità del Trasporto bestiame

Lo spostamento del bestiame da allevamento al macello o da allevamento per allevamento, si realizza con la supervisione del Servizio Veterinario competente. In linea di massima, lo spostamento “per vita” è sempre certificato dalla UOV di partenza che provvede ad attestare lo status sanitario del bestiame nel riquadro E del modello 4 unificato RPV (modello rosa).

Tuttavia, per il trasporto degli animali siano essi bovini, bufalini, ovicaprini, equini, suini, avicunicoli, non basta solo il Mod.4 ma anche altre certificazioni quali autorizzazione al trasporto, omologazione del mezzo di trasporto, idoneità del conducente.

Per tali motivi e a seconda della situazione sanitaria da gestire, le responsabilità del Veterinario ASL cessano nel momento in cui l’automezzo col bestiame lascia il sito aziendale. Tutto cio’ che potrebbe succedere ( o nel caso di qualche illecito, succedeva) al di fuori dell’allevamento e su strada, è generalmente sotto stretta responsabilità del trasportatore. In un passato non troppo remoto, difatti, quando i sistemi informatici per l’anagrafe zootecnica non erano ancora ben collaudati, si vociferava che alcuni trasportatori fossero in possesso di pinze usate per la rimozione degli identificativi auricolari e la sostituzione dei medesimi con altre marche riportanti numeri diversi.

Pare tra l’altro che anche altri tipi di pinze venissero usate per la rimozione della piombatura ufficiale dell’automezzo contenente il bestiame infetto, consentendo lo scarico degli animali,il successivo carico di altro bestiame e la ri-piombatura dell’automezzo.

L’avvento poi della gestione informatica, l’ identificazione elettronica, il sistema di tracciabilità del bestiame, la vigilanza sanitaria e giudiziaria ecc.. , hanno scongiurato e represso il diffondersi di tali reati.

Oggi, tuttavia, sussistono come sempre delle responsabilità del Veterinario ASL firmatario ultimo del Mod.4. Ad esempio, realisticamente parlando, bisogna prestare molta attenzione al trasporto di bestiame ai fini della macellazione d’urgenza. Quest’ultima, difatti, rappresenta “un momento critico” per il Dirigente, in quanto Egli non deve certificare simili spostamenti, se non in presenza di una dichiarazione firmata del Veterinario dell’azienda che attesti la necessità palese che l’animale venga destinato a macellazione d’urgenza.

Infine, in taluni casi è prevista una netta responsabilità del Veterinario ASL, al di fuori dell’allevamento e cioe’ quando deve realizzarsi il vincolo sanitario su scorta o in tutti i casi di invio degli animali da allevamento ad allevamento (per vita).

Nel primo caso (evenienza rarissima), il Servizio Veterinario, scortando di fatto l’autocarro diretto allo stabilimento di macellazione, risulta pienamente responsabile sotto il profilo sanitario, preventivo e logistico della corretta riuscita dell’operazione. Nel secondo caso, invece, incorrere in dichiarazioni false, mendaci sul riquadro E del Mod.4 equivale a consentire uno spostamento di bestiame il cui status sanitario non risulta veritiero, ovvero falsamente certificato.

Comunque sia, la firma del Veterinario Ufficiale sul Mod.4 rappresenta sempre una corresponsabilità di quanto dichiarato e scritto, unitamente alla firma del trasportatore e del detentore degli animali caricati. In linea di massima pero’, in considerazione che gli elementi sanzionatori in fase di trasporto del bestiame sono da ascrivere principalmente al trasportatore, segnalo questi interessanti documenti PDF contenenti qualche illustrazione

grazie per l’attenzione …… Dr. Riccardo Alemanno    

Idoneità degli animali al trasporto >> SANZIONI

Mezzi di Trasporto >> SANZIONI

Viaggi superiori alle 8 ore