Proposto un registro nazionale dei tumori animali

kirA lanciare la proposta è stata l'Associazione G. Dossetti, durante l'incontro 'Animali e uomo alleati contro il cancro: attualita' e nuove prospettive'.

- "Creare un vero e proprio Registro tumori animali a carattere nazionale. Che possa essere strumento diagnostico-statistico, in rete telematica globale, costantemente aggiornato". A lanciare la proposta, a Roma durante l'incontro 'Animali e uomo alleati contro il cancro: attualita' e nuove prospettive', e' Claudio Giustozzi, segretario nazionale dell'Associazione G. Dossetti, secondo cui il Registro puo' essere "fondamento di prevenzione sanitaria, di screening e comprensione delle dinamiche epidemiologiche e ambientali che possono essere agenti oncogeni e possa diventare valido strumento di comparazione nello studio oncologico umano". "Per superare le nuove frontiere - afferma Giustozzi - appare indispensabile il binomio medicina umana e medicina animale, con figure professionali unite nella battaglia contro il cancro. Avvince la proposta di studiare l'animale e l'uomo, anche in oncologia, valutandone evidenze, risultati, dati clinici, l'uno al servizio dell'altro". Il segretario dell'Associazione Dossetti, poi, pone l'accento anche sull'importanza delle biobanche, dove poter conservare e studiare frammenti di tumori di animali morti, con la speranza di trovare terapie nuove sia per l'uomo che per gli animali. "Questa e' una sfida - dice - e noi la sosteniamo".

Leucemie e linfomi, tumori cutanei e alla mammella, ma anche scheletrici. Sono patologie che colpiscono non solo l'uomo, ma anche i nostri amici a quattro zampe. Cani e gatti, come i loro padroni, si trovano sempre piu' a dover fare i conti con mali spesso incurabili. Ma studiarli e comparare i risultati con quelli degli studi sull'uomo e' "estremamente interessante", secondo i medici e i veterinari riuniti nei giorni scorsi a Roma al convegno 'Animali e uomo alleati contro il cancro: attualita' e nuove prospettive', organizzato all'Associazione Dossetti in collaborazione con l'universita' degli Studi di Perugia.

"Nel cane e nel gatto le neoplasie mammarie si osservano con elevata frequenza - spiega Alessandro Poli, professore ordinario di patologia generale e anatomia patologica veterinaria all'universita' di Pisa - e costituiscono un'importante causa di mortalita'. Negli ultimi anni sono state intensamente sottoposte a indagini molecolari, che hanno consentito di individuare importanti similarita' con le neoplasie mammarie della donna. Questi studi sono importanti anche perche' ci permettono di osservare piu' rapidamente l'evoluzione di una patologia: il tumore mammario, ad esempio, impiega 7 anni a svilupparsi nel cane, mentre impiega 50 anni nella donna".

"Da collaborazioni come quella di oggi - aggiunge Leonardo Leonardi, ricercatore nel Dipartimento di scienze biopatologiche e igiene delle produzioni animali e alimentari dell'universita' degli studi di Perugia - e' possibile rilevare dati biologici e nuovi elementi di ordine genetico e biomolecolare che, anche con ulteriori approfondimenti, potrebbero permettere di identificare e impostare nuovi e comuni protocolli di tipo diagnostico e soprattutto innovativi percorsi di ordine terapeutico, sia per l'uomo che per altre specie di animali".

(fonte: Adnkronos - 25 Marzo 2013)

 

Dr. Riccardo Alemanno


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