DPAT 2015 e Sanità Animale

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dpOggi giorno la produttività di un'Azienda pubblica (come la ASL) si estrinseca in concreto a mezzo di strumenti telematici- informatici. Cio' a significare che è possibile monitorare passo-passo l'avanzamento degli obbiettivi raggiunti e quelli ancora da raggiungere, semplicemente utilizzando il computer connesso ad internet. La stessa produttività aziendale è difatti caratterizzata dalla somma di ogni singolo evento lavorativo/produttivo espletato da ogni singolo componente, sia esso dipendente o convenzionato con l'azienda. In riferimento al settore pubblico veterinario, relativamente alla regione Campania, ogni intervento sanitario territoriale prevede dunque "una traccia" di cio' che si è fatto che si estrinseca con

la compilazione e sottoscrizione di un determinato Atto pubblico, istituzionale (Modelli del GISA cartacei e successivamente in formato digitale). Copia di tale Atto è rilasciata al controllato e l'altra copia va conservata in ufficio. La conservazione di quest'ultima copia deve essere di due tipi: cartacea e in formato digitale (quest’ultima al momento non ancora strettamente obbligatoria). Il passo successivo è rappresentato dall'inserimento ad opera del dipendente/convenzionato dell'intervento sanitario territoriale in uno specifico strumento informatico, web based.

L'intervento sanitario cosi' archiviato telematicamente, in quanto intervento espletato dal
personale appartenente ad Ente istituzionale, rappresenta il cosiddetto Controllo Ufficiale (CU).
La rendicontazione annuale di tutti i CU archiviati/inseriti in un sistema informatico prevede un
complessivo di UI (Unità Ispettive) necessarie a raggiungere un determinato valore numerico intero. Tale valore generale rappresenta a sua volta l'obbiettivo da raggiungere per quella determinata struttura territoriale. La somma degli obbiettivi, infine, rappresenta il livello di produttività aziendale raggiunto da quel Settore. Come previsto quindi dal Documento di Programmazione Annuale Territoriale (DPAT) il personale veterinario in servizio è tenuto ad espletare annualmente un certo numero di UI (Unità Ispettive), stabilite sulla base di diversi fattori e sottoposte ad eventuali detrazioni. L’ eventuale percentuale di detrazione sulle UI viene valutata sulla base di situazioni e condizioni connesse al personale in servizio, problematiche territoriali, benefici scaturiti dal possesso individuale di determinati requisiti, incarichi ecc….

Non ci addentriamo in altre considerazioni tecniche ma desideriamo soffermarci e fornire una semplice opinione in merito ad una piccola “diatriba” derivante forse da una mancanza di implementazione di carattere squisitamente informatica. Nello specifico, ad oggi Aprile 2015, ancora non è ben chiara la modalità di rendicontazione delle UI per quanto attiene al Personale ACN in servizio presso Unità/Ambiti Operativi Veterinari. Se da un lato risulta abbastanza chiara la rendicontazione UI del Personale Dipendente, dall’altra invece insorgono alcune perplessità verosimilmente paradossali. Tali considerazioni sono da ascriversi principalmente alle modalità interpretative relative all’assegnazione del numero di animali controllati per le Profilassi di Stato BRC LEB TBC. Un collega ACN che entra in allevamento per eseguire i controlli sierologici prende in carico l’intero allevamento e il numero totale di animali testati fornisce poi, attraverso lo strumento di calcolo del DPAT, le UI espletate. Se il Veterinario ACN è solo nel controllo sierologico per le Profilassi, non subentrano difficoltà nella rendicontazione. Se invece, nello stesso allevamento, subentrano piu’ di un Vet ACN (2 o 3 o piu’) allora cominciano a nascere alcune problematiche. La logica vorrebbe che se l’allevamento è ad esempio costituito da 60 capi e il Vet.ACN è solo ad operare, i 60 capi generano le UI che sono per intero da attribuire al Veterinario. Se invece nello stesso allevamento di 60 capi entrano tre Vet.ACN, le UI che devono essere attribuite derivano dall’assegnazione di 20 capi testati ciascuno (20 + 20 + 20). Se sono 4 i Veterinari allora avremo 15 + 15 + 15 + 15.

La discussione tuttavia nasce dal fatto che sarebbe possibile una ripartizione diversa e “sulle prime” abbastanza paradossale. Infatti sembrerebbe che per due Vet.ACN su allevamento di 60 capi le UI da conteggiare dovrebbero essere basate sull’assegnazione di 60 capi a un Vet e altrettanti 60 capi all’altro. Se i Vet.ACN sono 4, allora sarebbero 60 + 60 + 60 + 60. Il che equivarrebbe a dire che 2 Vet.ACN testano 120 capi in allevamento composto da 60. Quattro Vet. Ne testano in totale 240, pur rimanendo paradossalmente composto da 60 capi quel dato allevamento. Coerenza? Incoerenza? Confusione? O forse è un’espediente per garantire il raggiungimento delle UI per ogni singolo Vet.ACN entro la fine dell’anno come previsto dal DPAT 2015 (233 UI ad personam) ? 

Francamente dunque si rimane abbastanza perplessi non tanto sul fatto di come conteggiare le UI e ripartirle sulla base dei carichi di lavoro, quanto piu’ dal fatto che disponiamo di validi strumenti informatici nati anni prima del GISA e con i quali lo stesso GISA si interfaccia seppur parzialmente. Tutto sommato una soluzione “che taglia la testa al toro” come necessita in questi casi, vi sarebbe eccome. Facciamo inizialmente una breve premessa per poi passare ad una ipotetica ma fattibile soluzione per porre fine a criteri interpretativi individuali. Il computo delle UI avviene tenendo conto dei riferimenti adottati negli anni precedenti, le UBA. Nello strumento di calcolo DPAT, difatti, vengono inseriti il numero totale di animali testati e, tramite formula excel che tiene in considerazione gli UBA, lo stato sanitario dell’allevamento e gli accessi in stalla, viene calcolato il valore UI corrispondente a quel numero di capi saggiati.

Prima ancora della nascita della piattaforma GISA erano e sono tutt’ora presenti la BDN e il SANAN. Per quanto attiene ai carichi di lavoro relativi alla Sanità Animale-aziende zootecniche, il sistema GISA fin dalla sua nascita ha conservato l’allineamento con la BDN esclusivamente per cio’ che concerne la ricerca e la selezione dell’allevamento su cui espletare il CU. Tuttavia la soluzione sta proprio qui. Il GISA è allineato alla BDN ma non al Sottosistema informatico SANAN, branca fondamentale della BDN. Quando si inseriscono gli interventi sanitari nel SANAN, questi ripartisce automaticamente il carico di animali testati nel caso in cui, ovviamente, tale intervento venga registrato a nome di due o piu’ Veterinari. Se la distribuzione generata dal SANAN risulta incoerente o sembrerebbe favorire un Veterinario a discapito di altri, colui che ha accesso al sistema, ma principalmente il Responsabile delle Profilassi puo’ ripartire diversamente gli animali testati e inseriti nell’intervento creato dal SANAN. Un ipotetico e auspicabile allineamento quindi GISA-SANAN, anche non in tempo reale, potrebbe automatizzare direttamente gli UBA assegnati e facilitare un calcolo piu’ coerente e verosimile delle UI espletate dai Vet.ACN.

Questa si ritiene possa essere una soluzione, senza peraltro dimenticare che a fronte delle 233UI annuali per gli Specialisti ACN vi sono 368UI annuali per i Dipendenti e che il valore di 233 si ritiene essere abbastanza coerente e raggiungibile in quanto riferito esclusivamente ai controlli sanitari per Profilassi e Risanamento del bestiame.

 

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