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Polizia, TBC bovina e reati sanitari

Scritto da Riccardo Alemanno Visite: 1299

sicily La tutela della Salute Pubblica si esplica con l'azione in campo di provvedimenti preventivi/repressivi al fine di scongiurare possibili inconvenienti, frodi e reati connessi al monitoraggio delle malattie infettive afferenti, in primis, il bestiame vivo allevato. I controlli quotidiani svolti dagli Operatori sul territorio riguardano la ben nota brucellosi (BRC), la leucosi (LEB) e la tubrecolosi (TBC). E' proprio di quest'ultima, tuttavia, che se ne sta parlando molto in questi ultimi tempi. Vuoi per la delicata faccenda

dei criteri interpretativi professionalmente individuali, vuoi per l'impiego di legge di una procedura diagnostica (la intradermoreazione IDT) non sempre effettivamente veritiera nella sua manifestazione e pienamente accettabile o soddisfacente, vuoi per le critiche a torto o a ragione da parte degli allevatori che detengono bestiame affetto da TBC, vuoi per le conseguenti controversie anche di carattere legale relative alle false positività/reattività degli animali controllati antemortem e postmortem.

 

Ad ogni modo, riteniamo utile pubblicare una notizia del 15 Maggio 2015 inerente per sommi capi le operazioni di repressione espletate dalla Polizia nei comuni di Frazzano' e Caronia nel messinese. Operazioni che hanno, stando alla notizia cosi' come pubblicata, evidenziato una serie di reati che vanno dalla diffusione di malattie, al falso ideologico, alla frode comunitaria.

Anche se la notizia è stata pubblicata senza che la fonte si preoccupasse di fornire dettagli ed eventi piu' specifici ed approfonditi, visto il contenuto della stessa notizia proposto in maniera semplice, diretta e informativa, riteniamo comunque interessante porre alcune considerazioni di tipo operativo-procedurale da un punto di vista sanitario e giuridico.

LA NOTIZIA ONLINE

 

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CONSIDERAZIONI IN MATERIA

 

IL GAMMA INTERFERONE NELLE PROFILASSI DI STATO TBC