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... sul Conflitto di Interesse

Scritto da Riccardo Alemanno Visite: 2081

Durante l’ultimo corso ECM organizzato da quest’Ente ordinistico è emersa una discussione inerente il conflitto di interesse

Nota dell'Ordine sul Conflitto di interesse

 

online casino best Grand RubySlots ConsultantSlots Bet Cillap Commento della Redazione dell'Ordine

Tale problematica certamente puo’ riguardare anche la nostra Categoria professionale. Desideriamo tuttavia focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti di tale “conflitto” professionale il cui concetto, proposto “cosi’ come è” altro non fa se non aumentare il malumore e lo sconforto generale dettato ed attanagliato da una già drammatica e persistente crisi economico-lavorativa in cui verte da tempo il nostro Paese. Certo è che il Diploma di Laurea in Medicina Veterinaria

consente, al professionista, di innestarsi in un contesto lavorativo specifico, sia esso di carattere libero professionale, sia di carattere Pubblico istituzionale. Tuttavia, le nuove generazioni ben sanno quanto sia difficile, complesso ed estenuante affacciarsi alla professione, quanto sia difficile ipotizzare sistemazioni nelle strutture pubbliche a causa della cronica mancanza di concorsi ed il blocco del turn over lavorativo. Per il libero professionista, quanto eventualmente per il dipendente, l’opportunità di trovare un “lavoro parallelo secondario” puo’ essere di stimolo e ben accetto, ma si scontra immediatamente con il conflitto di interessi. In linea generale è anche giusto, cosi’ come dettato dalla normativa deontologica, che un Veterinario, un Ingegnere, un Avvocato, .. ecc.. non possa eseguire lavori che “ricalchino” e si intreccino con mansioni lavorative principali e prestazioni già erogate dal proprio lavoro principale. Tuttavia, se il lavoro secondario venisse praticato in diverse fasce orarie e spazio-temporali tali da non influire direttamente o sottrarre ore lavorative all’ attività principale, inducendo anzi un incremento della produttività in generale e garantendo sempre i livelli essenziali di assistenza (lavoro primario), sarebbe giusto parlare di conflitto di interessi o bisogna assimilare sempre questo concetto in maniera imperativa, assolutistica e del tutto incontrovertibile ?